Melina Scalise, La città che corre

La città che corre

Sono tanti gli artisti contemporanei che raccontano la città
e Dominguez Pilar è una voce fuori dal coro. Lei abbandona
la visione grigia, spettrale, anonima ed estraniante che viene
enfatizzata da artisti come Papetti, Guaitamacchi, Gravina, Cerri
etc. per raffigurare un universo dinamico, pieno di colori vivaci.
Dai suoi quadri emerge un racconto della città pieno di vitalità
che tanto ricorda le tematiche futuriste. è così che il movimento
non è tanto dato dalla moltiplicazione e dalle scomposizioni delle
figure, ma dalle stratificazioni di colori e immagini, tant’è che
alcuni suoi lavori sono in continua evoluzione.
Nelle città di Pilar non vi è estraniazione e depersonalizzazione
nel contesto urbano. Anzi per ogni città lei ha individuato
un comune denominatore e ne ha fatto un segno distintivo: i
tombini. Le calcomanie dei loro coperchi di ghisa e ferro è
come se fossero un marchio distintivo del luogo, una firma. Lei
li chiama Ombelichi, come se fossero i punti di congiunzione e
alimentazione con madre Terra. Non solo la città non fagocita,
ma si offre e si contraddistingue con i cui colori, strappati a una
Natura rigogliosa e fiorita. Così i viola, i gialli, i verdi, i blu si
posano sui grigi dei palazzi anonimi e imponenti dando spessore
e personalità.
Il Duomo di Milano, per esempio, diventa rosso, blu, rosa a
seconda delle stagioni, come alimentato da un flusso sanguigno
di cromatismi, mentre parole e frasi, come strappate da insegne
luminose, si sovrappongo in una visione d’insieme del paesaggio
densa di stimoli, energia e freschezza.
Una visione che Pilar insegue anche quando raffigura i treni.
Locomotive veloci e tecnologiche che creano le congiunzioni tra
poli abitativi diversi. Sorprendente è la sua capacità del colore,
della sua stesura e della prospettiva scelta per dare velocità,
movimento e tensione a questi macchinari tecnologici.
La città è un luogo di transito, aperto, collegato a tutte le altre
città del mondo attraverso una linfa sotterranea che, al di là delle
imponenti sovrastrutture, mantiene un legame profondo con la
Terra e con l’essere umano nella sua primordialità.
Melina Scalise

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